18 Febbraio 2026

La Capitale tra boom degli investimenti e blocco urbanistico

ASPESI Roma accende il dibattito

Oltre trenta operatori romani -costruttori e professionisti- si sono ritrovati mercoledì 18 febbraio presso la sede nazionale della Confedilizia per partecipare alla presentazione a Roma di ASPESI Unione Immobiliare, dei suoi progetti e delle sue attività da parte della dirigenza associativa nazionale e locale di ASPESI. Presentazione rivolta, in particolare, agli operatori imprenditoriali, professionali e industriali non ancora associati ad ASPESI che compirà, nel 2026, 10 anni dalla costituzione della sua sezione romana avvenuta nel 2016.
L’incontro è stato aperto dal Vicepresidente nazionale dell’Associazione e responsabile della sua sezione territoriale capitolina, Ing. Angelo Marinelli, che ha illustrato ai presenti il momento estremamente favorevole dell’attività immobiliare a Roma, trainata dal turismo e dai conseguenti investimenti alberghieri, in particolare nel segmento del lusso. Ma non è solo l’hotellerie e il turismo in genere ad attrarre l’investimento a Roma -in particolare internazionale-, ma anche i data center, l’industriale e gli edifici terziari e residenziali resi necessari dall’arrivo di nuovi residenti a Roma per queste nuove attività produttive, con una ripresa della crescita di popolazione dopo molti anni.
Il problema, però, è che il Comune di Roma non asseconda l’investimento e le realizzazioni immobiliari resi necessari per corrispondere convenientemente a questa effervescenza economico-produttiva, ma anzi crea ostacoli e rallentamenti per timore dei rischi che un percorso accelerato e intenso di rigenerazione urbana può determinare. ASPESI Roma ha ripetutamente denunciato questa postura ultra-prudente dell’Amministrazione capitolina che ha condotto il Comune con le delibere di dicembre 2025 a bloccare completamente l’applicazione a Roma della nuova legge regionale Lazio n.12/2025 sulla rigenerazione urbana, al punto di rendere ammissibili gli stessi interventi purchè proposti all’approvazione comunale lungo la strada tradizionale del PRG e non come progetti di rigenerazione urbana.
Su questa problematica del blocco urbanistico di Roma ha svolto una relazione completa l’Ing. Maurizio Nuccetelli della CAM che ha segnalato -tra i diversi dati critici- che dal giugno 2025 (data di entrata in vigore della LR 12/25 che ha modificato la previgente LR 7/2017) nessun nuovo permesso è stato rilasciato sulla base della LR 7/2017 (cioè in regime di rigenerazione urbana), oltre a diversi permessi di costruire convenzionati che rischiano la revoca. Per cui si può dire che una legge regionale creata per accelerare il processo di recupero territoriale e sostituzione edilizia lo ha, invece, completamente, bloccato. Alla data odierna sono stati rilasciati nel 2026 solo 18 permessi di costruire in tutto e solo per interventi diretti, quindi minori: una cifra ridicola per le esigenze di una grande metropoli come Roma. Non a caso Roma quest’anno parteciperà al Mipim di Cannes solo per presentare opere pubbliche e infrastrutture e non trasformazioni private o in ppp, come nei due anni precedenti. 
Alle relazioni iniziali del Presidente Marinelli e dell’Ing. Nuccetelli hanno fatto seguito diversi interventi, sia di Consiglieri e Soci di ASPESI che di nuovi partecipanti che hanno sottolineato una pluralità di aspetti:
1) l’Associazione come “moltiplicatore di potenza” indispensabile per un’azione di rimodulazione della normativa urbanistica e parafiscale locale primaria e secondaria, azione che non può essere svolta individualmente dal singolo operatore per quanto grande e importante, anche per il ruolo di “filtro” e “garanzia” che solo un’associazione immobiliare della storia e prestigio può assumere vis-a-vis le Istituzioni regionale e locali;
2) l’importanza essenziale della comunicazione, per cui viene ritenuto essenziale potenziare gli strumenti comunicativi (con particolare attenzione ai social media) perché è stato sinora poco diffuso all’esterno il grande lavoro svolto da ASPESI  a Roma in questi 9 anni di attività e, in particolare, nel 2024/2025;
3) esiste un grande spazio per la rappresentanza del settore a Roma che ASPESI deve candidarsi ad occupare perché è la sola associazione immobiliare operante sul territorio romano e laziale non limitata ai problemi delle opere pubbliche e dei cantieri, bensì rappresentativa delle realizzazioni immobiliari in proprio e al tempo stesso trasversale perchè associa i soggetti imprenditoriali e professionali dell’intera filiera: società costruttrici, general contractors, engineering, aziende di servizi e di progettazione, aziende industriali che producono materiali, sistemi e  impianti per l’edificio, consulenti professionali;
4) è molto importante che l’ASPESI svolga questo ruolo senza alcuna esitazione o timore reverenziale verso nessuno perché la situazione di blocco è grave, il rischio di perdita dell’opportunità data dal momento eccezionalmente favorevole evidente e, come si suol dire, “male non fare, paura non avere” in quanto la rigenerazione urbana è fenomeno per il bene di tutti (dell’economia, della socialità e dell’ambiente) e il male di nessuno, assolutamente indispensabile in un territorio quale quello italiano e romano di estremo pregio, il vero petrolio italiano.
Ha concluso l’ampio e serrato confronto l’intervento del Presidente di ASPESI Unione Immobiliare, Federico Filippo Oriana che, esprimendo il proprio forte compiacimento sia per l’ampia presenza di nuovi colleghi imprenditori e professionisti immobiliari non (ancora) associati, sia per l’intensità e concretezza del dibattito svolto, ha assicurato la dirigenza della sezione romana di ASPESI che l’Associazione sosterrà senza riserve e con tutti i necessari investimenti la crescita dimensionale di ASPESI Roma per l’importanza eccezionale -immobiliare, istituzionale e politica (per la contiguità tra la politica romana e quella nazionale)- della metropoli Roma, capitale d’Italia ma anche della cristianità, della diplomazia, della cultura e della storia umana.