08 Novembre 2025

“Poteri speciali a Milano”, la proposta di legge della Lega. 

Il Presidente Oriana: “Occorre creare la grande Milano, come esiste la Greater London e dar voce al mondo dei nuovi “milanesi” non residenti”

Si è svolto presso il Mercato Centrale Milano l’incontro organizzato dalla Lega per Salvini Premier dedicato alla proposta di legge presentata dal Senatore Massimiliano Romeo sull’attribuzione di poteri speciali alla città e al loro ruolo nello sviluppo urbano, economico e sociale.
Un’occasione per confrontarsi su autonomia, governance e futuro, con esperti e rappresentanti del territorio, in vista delle elezioni comunali del 2027
L’incontro è stato introdotto dal segretario provinciale della Lega Samuele Piscina: "Sappiamo bene come l'economia milanese traini l'intero Paese” ha dichiarato. “Di conseguenza pensare che Roma possa avere dei poteri speciali e Milano no, è un qualcosa per noi di inaccettabile"
È stata quindi presentata dal senatore Massimiliano Romeo (capogruppo della Lega al Senato e segretario regionale della Lega Lombardia) la proposta di legge-delega per trasferire alcune competenze dallo Stato centrale a Milano
Il disegno di legge costituzionale S.1621, presentato il 5 agosto 2025 dal senatore Massimiliano Romeo (Lega), propone di riconoscere al Comune di Milano una forma di autonomia speciale, sul modello di quella già attribuita a Roma Capitale. L’obiettivo dichiarato è quello di dotare la città di strumenti normativi e gestionali più flessibili, in grado di rispondere in modo rapido ed efficace alle esigenze di una metropoli considerata il principale motore economico del Paese.
Nel testo si prevede che Milano possa disporre di una propria autonomia amministrativa, statutaria e finanziaria.
Il provvedimento è un disegno di legge costituzionale che mira a riconoscere a Milano una «speciale autonomia amministrativa, statutaria e finanziaria» (ovvero poteri simili — nella sostanza — a quelli oggi riconosciuti a Roma Capitale o a statuti particolari)
Questo significherebbe, in pratica, dare alla città la possibilità di intervenire direttamente su ambiti strategici come l’urbanistica e l’edilizia, la regolamentazione del commercio e del lavoro, la sicurezza urbana e la gestione delle risorse finanziarie locali. In campo urbanistico, ad esempio, il Comune potrebbe semplificare i procedimenti per i permessi edilizi e pianificare in modo più autonomo lo sviluppo del territorio. Per quanto riguarda il commercio, si prevede una maggiore libertà nel definire orari, licenze e regole per le attività economiche. Sul fronte della sicurezza, l’amministrazione comunale potrebbe avere margini più ampi per disciplinare la quiete pubblica e la gestione del territorio urbano.
Dal punto di vista giuridico, la proposta interviene direttamente sulla Costituzione, introducendo la possibilità per Milano di adottare uno statuto comunale “rinforzato”, dotato di competenze proprie aggiuntive rispetto a quelle ordinarie. Il testo richiama comunque i limiti dell’articolo 117 della Costituzione, a tutela dell’equilibrio tra poteri dello Stato, della Regione Lombardia e del Comune stesso. Restano tuttavia da chiarire i confini esatti di questa autonomia, soprattutto sul piano del coordinamento con la Regione e sulla gestione delle risorse finanziarie.
Il disegno di legge, essendo di natura costituzionale, dovrà seguire l’iter aggravato previsto dall’articolo 138 della Costituzione: due approvazioni conformi da parte di ciascuna Camera e, in mancanza di maggioranza qualificata, un eventuale referendum confermativo. Attualmente il testo è stato presentato al Senato ed è in attesa di assegnazione alla Commissione competente.
 
Il Presidente Federico Filippo Oriana, chiamato a rappresentare gli operatori del settore immobiliare, ha espresso il punto di vista dei Soci ASPESI con un intervento più volte interrotto dagli appalusi della platea e che riportiamo in sintesi.
 
Nessuna ridefinizione di poteri può prescindere da una analisi preliminare del ruolo socio-economico strutturale di Milano nel contesto italiano ed europeo. Che cos’è Milano? Da una quindicina di anni io definisco questo tema “Milano capitale”. Non nel senso di voler concorrere in nessun modo con il ruolo istituzionale di Roma che è la capitale d’Italia, ma io definisco “capitale” una città che fa da riferimento ad altre città, ad altri territori, ad altre regioni e nel caso di Milano non solo italiane ma anche europee se non mondiali. Una città può essere una metropoli -come la Genova dove io sono nato- ma essere isolata, senza svolgere un ruolo attrattivo verso altre realtà locali, regionali, italiane ed europee.
Milano ha altre caratteristiche, qualità che la rendono unica nel panorama italiano e anche europeo visto che solo Londra ha, in parte, caratteristiche simili.
  1. Ogni giorno la popolazione più che raddoppia per l’arrivo di lavoratori dai territori limitrofi della ex-provincia
  2. Esiste poi un pendolarismo anche quotidiano dalle altre regioni del nord Italia
  3. Esiste una fascia di milanesi non residenti che lavorano a Milano tutta la settimana, che resta a Milano tutta la settimana per lavorare da lunedì mattina a venerdì sera per passare poi il weekend a casa (e io sono tra questi quando non ho un impegno di sabato a Milano come oggi).
         Le fasce 2. e 3. costituiscono i cosiddetti “city users”
  1. Vi sono cittadini tedeschi, americani, francesi, arabi, insomma stranieri in genere, che vivono a Milano come imprenditori, manager, artisti, sportivi pur rimanendo cittadini e residenti di altri paesi
  2. Milano è poi “point of entry” per l’Italia, come Londra -e Parigi in misura minore- lo sono per l’Europa, nel senso che imprenditori e manager di tutto il mondo vengono a Milano per esplorare l’Italia o per valutare un business.
  3. Negli ultimi 20 anni Milano è diventata anche una città universitaria con le sue 12 università, l’ultima dele quali è quella dell’Humanitas, cosa inconcepibile quando andavo all’università io e le città universitarie si chiamavano Pisa, Padova e Bologna: e questo determina la presenza a Milano di migliaia di studenti non residenti, ma che vivono la città e contribuiscono fortemente al suo benessere, non solo economico
  4. Infine, si è creato negli ultimi 15 anni un forte turismo di tutti i tipi e fasce che prima non esisteva.
Questo grande mondo di non residenti ma presenti sempre a Milano -molti permanentemente, altri con continua sostituzione- raddoppia la popolazione di Milano portandola dal numero di 1.400.000 residenti a quasi 3 milioni e la fa fiorire, la rende unica in Italia e in Europa. Milano senza questo mondo di “milanesi temporanei” sarebbe una città qualsiasi, sarebbe una Londra senza la monarchia, sarebbe come purtroppo è ora Torino senza la Fiat. Quindi, Milano non è solo la “capitale economica” del Paese, concetto molto riduttivo, ma è una capitale mondiale per la moda, il design, la cultura, l’arte, lo sport, in generale la creatività, oltre naturalmente all’economia in senso stretto come la finanza, l’hi-tech, la nuova industria e il terziario avanzato. Capitale anche in senso produttivo, oltre che amministrativo, della Lombardia per le molte aziende lombarde ubicate fuori Milano, ma che gravitano su Milano per le loro sedi e per i servizi e per lo stesso motivo capitale dell’intero nord-Italia da Bologna e Genova a Torino, Trieste e Bolzano. E una delle sue sole città globali al mondo (l’altra è New York) a non essere la capitale politico-amministrativa del suo paese.
Ma questo mondo che crea la vera Milano -che se si ripiegasse su se stessa, solo sui suoi residenti e sui loro bisogni non sarebbe più niente- non è rappresentata in alcun modo, di cosa abbia bisogno per affermarsi e prosperare -e fare così prosperare Milano e l’intera Italia- nessuno lo sa. Non ha diritto di voto, partecipa scarsamente al dibattito pubblico -salvo lodevoli eccezioni- e le amministrazioni locali -Comune e municipi- sopraffatti come sono dalle varie emergenze non hanno motivo di considerarne le esigenze. Per cui la tendenza della politica comunale è naturalmente di occuparsi degli asili -anche se magari non sono purtroppo così indispensabili per la crisi della natalità- e dello smaltimento rifiuti, ma non dei contenitori per le attività produttive e creative lasciati al libero mercato. 
La gestione della gestione strategica di Milano capitale nel senso anzidetto è così lasciata alla sensibilità maggiore o minore per il futuro di questo o quel Sindaco, ma -a parte un non secondario problema di democrazia- questo è largamente insufficiente per far fare un salto in avanti ulteriore a Milano, metropoli alla quale oggettivamente non mancherebbe niente per diventare la prima -o una delle prime 4 o 5- città del mondo, per lo meno in senso qualitativo.
Rispetto a questa problematica il ddl su cui verte l’odierno confronto è un primo passo, sicuramente significativo come riconoscimento politico-morale del problema e della prospettiva, ma ancora largamente insufficiente.
La prima proposta che avanzo è quella di mettere mano ai confini amministrativi della città, perché chiunque viva a Milano sa che la vera Milano è la città metropolitana, non l’attuale Comune di Milano che rappresenta solo il centro di Milano. Non c’è assolutamente il tempo per entrare su questo tema che richiederebbe da solo un convegno a parte, ma voglio dire che se il comune di Milano avesse la dimensione territoriale della ex-provincia di Milano (anche senza Lodi e la Brianza) sarebbe risolubile anche il grave problema della casa sul quale si è incartata l’attuale amministrazione civica ed è bloccato il settore dell’imprenditoria immobiliare che ho l’onore e l’onere di rappresentare. Occorre assolutamente creare subito la grande Milano, come esiste la Greater London, rendendo gli attuali comuni solo dei municipi come gli attuali municipi dell’attuale comune di Milano.
Ma questa è solo la prima proposta, la più urgente e definita. Occorre invece poi riflettere sulle misure legislative e amministrative per poter dar voce al mondo dei nuovi “milanesi” non residenti a Milano nel superiore interesse della Milano del futuro. Forme di partecipazione e misure di incentivazione specifiche tutte da pensare”.