14 Ottobre 2025

Il Presidente Oriana al think tank italiano a tema comunicazione ed edilizia

“La grande difficoltà di applicazione all'Italia della cd. Direttiva Green della UE può essere utilmente affrontata, a mio avviso, solo incentivando la realizzazione di edifici residenziali nuovi mediante demolizione e ricostruzione di edifici abbandonati"

Si è tenuta il 13 e 14 ottobre presso l’Acquario Romano della Casa dell’Architettura la terza edizione di Comunicare l’abitare, summit annuale dedicato alla comunicazione e alla cultura dell’abitare, organizzato da Casa Radio. L’evento vuol essere un momento strategico di confronto e crescita per tutti gli stakeholder del settore, dalle imprese ai professionisti, con particolare attenzione a ingegneri, architetti e altri operatori interessati a networking, formazione e aggiornamento.
 
Il Presidente Oriana è intervenuto sia nella tavola rotonda del 13 ottobre dedicata al tema “Mercato immobiliare del futuro: l’alleanza tra progettazione sostenibile e finanza green” che nel convegno del 14 ottobre su “Abitare la città futura” nella sessione su “Rigenerazione urbana, regole ed opportunità per nuovi scenari immobiliari” moderato da Paolo Leccese, Giornalista e DIrettore editoriale di Casa Radio, con Giorgio Spaziani Testa – Presidente di Confedilizia, Massimo Cerri – Presidente Ordine degli Ingegneri di Roma, Francesca Tosolini – Vicepresidente FEDERCASA e Lorenzo Busnengo – Vicepresidente OAR.
 
Commentando l’intervento del Presidente Giorgio Spaziani Testa - che ha ribadito nuovamente la posizione critica di Confedilizia nei confronti della Direttiva Case Green – il Presidente Oriana ha dichiarato: “La grande difficoltà di applicazione all'Italia della cd. Direttiva Green della UE ricordata dal Presidente Spaziani nel suo intervento può essere utilmente affrontata, a mio avviso, solo incentivando la realizzazione di edifici residenziali nuovi mediante demolizione e ricostruzione di edifici abbandonati per non consumare nuovo suolo. Lo Stato italiano da sempre fa esattamente il contrario, incentivando fiscalmente le case vecchie, ma anche la vicenda infelice dei bonus edilizi ha dimostrato che il rapporto costo / risultato (anche ecologico) degli interventi parziali sugli stabili vecchi è molto peggiore rispetto a quello della realizzazione di edifici nuovi, energeticamente performanti e alti per diminuire l'impronta al suolo e deimpermeabilizzare le superfici liberate dalla verticalizzazione della nuova realizzazione immobiliare”.