09 Gennaio 2023

Recepita dalla Legge Bilancio 2023 la proposta ASPESI volta a favorire l’acquisto di appartamenti nuovi ad elevata efficienza energetica

Come auspicato – e preannunciato - nell’ultima newsletter del 2022, per favorire la ripresa del mercato immobiliare il Governo ha introdotto all’art.1 della Legge di Bilancio 2023 la possibilità di detrarre dall’Irpef, fino alla concorrenza del suo ammontare, il 50% dell’Iva sull’acquisto di immobili in classe residenziale A o B intervenuti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023 da imprese di costruzione e organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR). Rispetto ad analoga disciplina vigente in passato (2016/2017), l’ambito soggettivo della disposizione viene esteso riconoscendo la detrazione anche alle abitazioni vendute da organismi di investimento collettivo del risparmio – OICR immobiliari, che si aggiungono alle società / imprese costruttrici come soggetti della cessione agevolata di abitazioni con qualità energetica.
Da sempre, infatti, ASPESI chiede di rendere competitivi gli appartamenti nuovi con quelli vecchi, per acquistare i quali si paga meno della metà di imposte indirette che per i nuovi. Con una politica tributaria assurda perché favorisce il mercato dell’usato (senza contenuto di lavoro e con bassissima qualità energetica ed ambientale) contro la messa sul mercato di alloggi nuovi ad alto contenuto di produzione, lavoro ed efficienza energetica.  La nostra proposta -presentata in campagna elettorale alle forze politiche e al nuovo Governo appena insediato- era di abbassare le aliquote Iva, strada razionale ma che incontra problemi con l’Unione Europea, essendo l’Iva un’imposta comunitaria.
Il Governo Meloni ha affrontato il problema concedendo una limitata deducibilità IRPEF per l’IVA pagata all’atto notarile di compravendita. Il tutto legato alla classe energetica (solo per gli appartamenti in classe energetica A e B). Pur ritenendo la soluzione apportata ancora insufficiente, non si può non riconoscere che questo Governo ha riconosciuto con i fatti e non con le parole una inspiegabile anomalia che ASPESI aveva segnalato ad almeno dieci governi, ricevendo sempre e solo un assenso verbale.
Ultimo aspetto degno di nota è che l’agevolazione non è legata alla prima casa, ma solo alla destinazione residenziale, quindi copre anche le seconde case(ed è una novità assoluta che si faccia qualcosa in Italia anche per la seconda casa nuova, cioè la casa per le vacanze).
Tenuto conto della sostanziale identità tra la nuova disposizione e quella introdotta dalla legge di stabilità 2016 (per il 2016/2017), si devono intendere confermati i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate a suo tempo forniti sul tema, tra i quali:
  • la detrazione del 50% dell’IVA può operare per l’acquisto, non solo di abitazioni di nuova costruzione cedute dalle “imprese costruttrici”, ma anche di quelle incisivamente recuperate, cedute dalle “imprese ristrutturatrici”, sempreché siano in classe energetica A o B (cfr. C.M. 20/E/2016);
  • deve trattarsi di un immobile a destinazione residenziale in classe A o B, senza ulteriori requisiti: può quindi essere sia un’“abitazione principale”, sia una seconda casa, ovvero un’abitazione di lusso (cfr. C.M. 20/E/2016);
  • il beneficio fiscale è cumulabile con la detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di abitazioni poste all’interno di edifici interamente ristrutturati, eseguiti da imprese costruttrici/ristrutturatrici e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile (cfr. art.16-bis, co.3, del D.P.R. 917/1986 – TUIR – cfr. C.M. 20/E/2016);
  • l’acquisto dall’impresa costruttrice deve riguardare un immobile “nuovo”, ovvero venduto direttamente dall’impresa, senza che sia intervenuto un acquisto intermedio (cfr. C.M. 12/E/2016);
  • ai fini della detrazione IRPEF, rileva il momento di pagamento dell’IVA, secondo il “principio di cassa” (cfr. C.M. 12/E/2016).
 
Nel plaudire alla concreta sensibilità dimostrata da questo Governo ad un problema reale per la società italiana -e anche per l’economia e le stesse casse pubbliche (perché agevolare fiscalmente l’acquisto di appartamenti vecchi?)-, ASPESI formula l’auspicio che il provvedimento -oltre a divenire permanente- costituisca il primo passo verso una fiscalità immobiliare di sviluppo  e non depressiva come l’attuale.