24 Settembre 2025

SPECIALE FORUM SCENARI IMMOBILIARI

Residenziale in Italia: un motore di crescita da 520 miliardi entro il 2050 2026 anno boom per l’immobiliare dopo un 2025 che chiude bene Le conclusioni: “Inchiesta Milano fa male a investimenti internazionali. Per operatori italiani finestra opportunità” Premiato Belvedere & Partners per i 50 anni di attività

Residenziale in Italia: un motore di crescita da 520 miliardi entro il 2050
Il settore immobiliare residenziale vale oggi il 17% del PIL italiano e potrebbe superare i 520 miliardi entro il 2050. Rigenerazione urbana, servizi gestionali e politiche pubbliche saranno decisive per il futuro.
 
Oltre 370 miliardi di euro di PIL, pari al 17% dell’economia nazionale2,3 milioni di occupati e un valore patrimoniale superiore a 6.600 miliardi di euro: il settore immobiliare residenziale italiano si conferma uno dei principali motori dell’economia nazionale ed elemento fondamentale per il benessere e la coesione sociale. A evidenziarlo è il 3° Rapporto “La casa per la città del futuro”, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Investire SGR, che torna a restituire una fotografia aggiornata, articolata e prospettica di un comparto in continua evoluzione, ma oggi più che mai bisognoso di attenzione politica e istituzionale e di supporto strutturale e da parte della popolazione.
Secondo le previsioni del report il valore dell’industria immobiliare residenziale ha potenzialità di crescita fino a 520 miliardi di euro nel 2050 (+40%), contribuendo alla creazione del 18,5% del PIL nazionale, con occupati nel settore da 2,3 milioni a 3,05 milioni (+32,5%). I servizi gestionali (“tradizionali” e “istituzionali”) passeranno da un peso congiunto di 85 miliardi di euro (22,5%) a 145 miliardi di euro (28%), diventando fattore trainante della crescita.
 
La casa nel mondo, in Europa e in Italia: numeri che contano
Il valore complessivo degli immobili residenziali nel mondo ha superato i 250mila miliardi di euro. L’Europa, con un decimo della popolazione globale, concentra il 25% di questo patrimonio. L’Italia è uno dei Paesi chiave: le sole abitazioni italiane rappresentano oltre il 10% del valore immobiliare del continente.
Nel nostro Paese, degli oltre 135 miliardi di euro di fatturato immobiliare annuale, circa 100 miliardi provengono direttamente dagli scambi di case, ma questo dato è solo la punta dell’iceberg di un sistema economico ben più ampio e articolato, che genera valore attraverso una filiera estesa e interconnessa: muratori, architetti, agenti immobiliari, property manager, manutentori, imprese artigiane, professionisti e operatori del settore arredo e design.
“La casa è un bene economico, sociale e culturale insostituibile. Non solo accompagna i bisogni delle persone in ogni fase della vita, ma incide direttamente sulla produttività, sulla coesione sociale e sulla qualità della vita collettiva. La nostra ricerca mostra chiaramente come l’industria immobiliare residenziale sia un ecosistema complesso, dinamico e strategico, ma anche fragile se non sostenuto da regole chiare, visione istituzionale e investimenti stabili. È arrivato il momento di riconoscere ai 370 miliardi di euro di produzione economica legati alla casa il ruolo che realmente hanno: un pilastro dello sviluppo nazionale”, sostiene Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari. “Se vogliamo città vive, sostenibili e inclusive, dobbiamo ripartire dalla casa. Serve una visione condivisa tra pubblico, privato e cittadini, fondata sulla qualità, l’efficienza e la gestione evoluta degli spazi. Solo così potremo affrontare le grandi sfide urbane e sociali dei prossimi decenni.”
 
Un settore centrale per l’economia e la società italiana
Il real estate residenziale è molto più di un settore economico: è una componente strutturale dello sviluppo fisico, sociale ed economico del Paese. Secondo il report, oltre l’11% del PIL italiano è direttamente attribuibile a componenti dell’industria immobiliare residenziale diverse dalle compravendite, come servizi, manutenzioni, arredo e gestione. La stretta connessione con il comparto delle costruzioni, che da solo impiega 750 mila persone, fa della casa una leva anticiclica per l’occupazione e un volano per la crescita del Paese.
 “Abbiamo provato a misurare l’impatto che i nostri investimenti immobiliari nel settore living – dove gestiamo masse per oltre 3 miliardi di euro – generano sull’economia reale del Paese”, afferma Michele Beolchini, Head of Product Development & Fundraising. “In particolare, considerando le nostre piattaforme PRS ITALY I e II, dedicate alla residenzialità a reddito con servizi, abbiamo riscontrato come per ogni euro da noi investito venga generato un ulteriore indotto di 65 centesimi a beneficio del tessuto imprenditoriale italiano delle piccole e medie imprese. Infatti, negli ultimi 5 anni le nostre piattaforme PRS, in parallelo agli investimenti diretti in real estate (€190 mln sino ad oggi), hanno innescato numerose altre attività nell’ambito dei servizi immobiliari coinvolgendo più di 340 fornitori di piccolo media grandezza (con un fatturato medio di c. €3 mln) per complessivi €125 mln”.
 
La sfida dell’obsolescenza: un patrimonio da rigenerare
Il 65% degli edifici residenziali italiani è stato costruito prima dell’introduzione di norme moderne in materia di qualità edilizia, sicurezza sismica ed efficienza energetica. Un quarto del patrimonio risale addirittura a prima della fine della Seconda Guerra Mondiale. Nonostante ciò, interventi di manutenzione e riqualificazione delle zone urbane consolidate hanno permesso il mantenimento di standard abitativi medio-alti, portando la spesa per manutenzioni e ristrutturazioni a superare quella per nuove costruzioni, rendendo la gestione immobiliare il fulcro dell’intero sistema
 
Nuove domande, nuove sfide: abitare oggi
Negli ultimi vent’anni, la domanda abitativa si è radicalmente trasformata: nuclei familiari più piccoliaspirazioni abitative diversificate, maggiore attenzione a spazi di qualitàlocalizzazione strategicaflessibilità e sostenibilità. L’incontro tra domanda e offerta si è fatto più difficile, anche per il crescente divario tra i prezzi degli immobili e la capacità di spesa delle famiglie.
L’emergenza abitativa, esplosa nel quinquennio 2020–2025, interessa l’intera Europa le difficoltà di messa a punto di soluzioni evidenziano la necessità di coinvolgimento di più attori: il settore pubblico ha risorse limitate e normative spesso rigide, mentre il privato è fortemente vincolato a logiche di sostenibilità economica. Serve una nuova alleanza tra sfera pubblica e privata, fondata su regole certe, visione di lungo periodo e strumenti operativi efficaci.
 
L’evoluzione dei servizi gestionali: la leva per la crescita
Il vero fattore abilitante per lo sviluppo del settore nei prossimi decenni sarà la gestione immobiliare, sia nella sua forma “tradizionale” che in quella “istituzionale”. Attualmente, solo il 20% delle 35,7 milioni di abitazioni italiane è gestito formalmente da amministratori o operatori professionali, e meno del 7,2% è di proprietà di soggetti “non fisici”. Tuttavia, è proprio in questa porzione che si concentra l’evoluzione più dinamica e industrializzata dell’intera filiera.
 
Un settore da sostenere per far crescere il Paese
Perché la casa possa continuare a essere considerata un diritto per i cittadini, un’opportunità per le imprese e un volano per l’economia, è doveroso lavorare al disegno di un quadro normativo univoco, una pianificazione lungimirante e politiche pubbliche efficaci. La qualità dell’abitare è una risorsa strategica nazionale, che incide su salute, produttività, sostenibilità urbana e competitività dei territori.
 
2026 anno boom per l’immobiliare dopo un 2025 che chiude bene
L’European Outlook 2026: l’Italia avrà nel 2026 il primato in Europa per crescita del fatturato a +8,4%, con 800mila compravendite di abitazioni. Prezzi medi del residenziale a +4,2%, con Milano a +7,3% e Roma a +6,8%
Il mercato immobiliare italiano si prepara a un 2026 in forte ripresa, quasi un boom. Dopo un 2025che si dovrebbe chiudere con un fatturato superiore ai 162 miliardi di euro (+6,8% sul 2024), le stime per il prossimo anno indicano un nuovo balzo in avanti a olre 170 miliardi di euro, con un incremento  dell’8,4%. Sul fronte delle compravendite, il 2025 si chiuderà con circa 770mila abitazioni vendute (+6,9% annuo), a conferma della solidità della domanda residenziale, con una previsione di 800 mila per l’anno che verrà. Anche i prezzi si mantengono in crescita: nel 2025 l’aumento medio è stato del 3,1 per cento, con una previsione di ulteriore accelerazione nel 2026, che dovrebbe segnare rialzi sopra il 4 per cento quasi ovunque. 
“Il 2026 sarà un anno importante per il mercato immobiliare italiano – ha dichiarato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – che continua a dimostrare resilienza nonostante le incertezze geopolitiche e macroeconomiche. La crescita delle compravendite e dei prezzi, insieme al ritorno di interesse per segmenti come l’hospitality e le seconde case, confermano la capacità del nostro Paese di attrarre investitori e famiglie. Milano e Roma restano i poli trainanti, ma vediamo segnali positivi anche in città di medie dimensioni, dove la qualità dell’offerta sta diventando un fattore decisivo”
 “È importante che si trovino rapidamente soluzioni per i tanti cantieri sospesi a Milano e che ritorni la tranquillità per gli operatori e gli investitori. La politica deve rapidamente colmare i vuoi legislativi e interpretativi di norme ormai poco attuali e lontane dalle esigenze del mercato e della società”, ha concluso Breglia.
Il comparto residenziale resta il principale motore del mercato, con un valore che nel 2025  sfiora i 134 miliardi di euro (pari all’83% del totale), mentre il settore alberghiero e l’hospitality mostrano i tassi di crescita più dinamici (+8,8%), seguiti dagli uffici (+3,3%). Più debole invece la performance del comparto retail e di alcune nicchie industriali, attese però in parziale recupero dal 2026.
 Sul fronte dei prezzi, le previsioni indicano un andamento differenziato tra le principali piazze urbane. Milano conferma la sua leadership, con un aumento medio dei prezzi residenziali attorno al +4,5% nel 2025, destinato a proseguire nel 2026 sopra a+7,3%. La spinta arriva soprattutto dalle zone centrali e semicentrali, dove la domanda rimane molto più alta dell’offerta. Roma mostra una crescita più contenuta ma costante, con un incremento medio del +2,5% nel 2025 e una previsione a +6,8% nel 2026, sostenuta dalla ripresa dei quartieri centrali e dall’interesse per immobili di pregio.
Torino e Bologna si muovono in un range compreso tra il +1,5% e il +2%, con un mercato stabile e una domanda sempre più selettiva. Firenze e Napoli registrano rialzi medi tra il +2,5% e il +3%, grazie sia agli acquisti di famiglie italiane che al ritorno degli investitori stranieri, particolarmente interessati alle seconde case.
“Inchiesta Milano fa male a investimenti internazionali. Per operatori italiani finestra opportunità”
 
Un momento positivo per il real estate italiano, nonostante i riflettori accesi dall’inchiesta urbanistica milanese e le difficoltà normative su Roma. È quanto emerso dal panel conclusivo del Forum di Scenari Immobiliari, dove è stato sottolineato come il Paese viva oggi una finestra straordinaria di opportunità.
La vera rilevanza” dell’inchiesta urbanistica milanese “è l’impatto che ha avuto a livello internazionale, perché non è percepita come personale o milanese, ma a livello di sistema Paese”, ha detto Gabriele Bonfiglioli, Chief Investment Officer di Coima Sgr, intervenendo al panel conclusivo del Forum di Scenari Immobiliari a Rapallo. Un tema, quello sollevato dall’inchiesta, che ha una ricaduta diretta soprattutto sulla percezione degli investitori internazionali, ma che, d’altra parte, rappresenta “un’opportunità per gli operatori italiani”. “Come momento per fare gli acquisti può essere straordinario”, afferma Bonfiglioli. “C’è una finestra a livello di Paese straordinaria. Rimango molto ottimista sia su Milano, sia su Roma”.
Un ottimismo condiviso da Emanuele Caniggia, CEO di DeA Capital Real Estate, che definisce l’Italia “un ottimo posto nel quale investire, soprattutto in una fase in cui Paesi considerati sicuri si sono rivelati meno sicuri”. Se Milano resta ferma per motivi noti, a Roma il nodo è la nuova legge regionale approvata a luglio senza norme transitorie: “I regolamenti attuativi arriveranno solo a dicembre – evidenzia Alessandro Caltagirone, Immobiliare Caltagirone – e questo significa che chi sceglie di investire oggi sa che per due anni non vedrà prodotto. Per chi guarda a Roma ci sono difficoltà evidenti”.
Più ampio lo sguardo di Alexei Dal Pastro, CEO Italia di Covivio, che ha richiamato la fine di un ciclo difficile per il real estate europeo: “Sono convinto che questo sia un momento molto positivo, dopo cinque anni di crisi. Negli uffici si colgono segnali importanti: a Manhattan sono pieni, tutti vogliono tornare in sede, dal lunedì al venerdì. È un momento unico per il Sud Europa, che mostra performance incredibili, a differenza della Germania. Per noi investitori, che guardiamo ai rendimenti, il sentiment è molto positivo. Milano resta la nostra città e confidiamo che il 2026 possa essere l’anno buono”.
Più prudente la lettura di Giampiero Schiavo, CEO di Castello Sgr, che avverte: “A Milano c’è un grandissimo problema di certezza del diritto e questo rallenterà i nuovi sviluppi. Intanto prezzi e affitti crescono, alimentando un divario sociale sempre più marcato”. Sul fronte settoriale, tuttavia, i fondamentali restano solidi: “Nel primo semestre l’hotellerie è stata la prima asset class e la crescita continuerà anche nel 2026. L’Italia, grazie alla sua stabilità, attrae ricchezza da tutto il mondo. Oggi l’attenzione non è più solo su Milano e Roma, ma su tutto ciò che va oltre i due principali mercati”.
Premiazioni
Sabato 20 settembre si è svolta la cerimonia di consegna dei prestigiosi riconoscimenti che Scenari Immobiliari assegna ogni anno al Forum alle eccellenze del real estate: RINA Prime Value Services è stata premiata come “IMPRESA D’ECCELLENZA NEL REAL ESTATE 2025”; a Svicom SpA Società Benefit il premio “Full Service Provider d’Eccellenza nel Real Estate 2025”; IGD Siiq ha ricevuto il premio per il “PROGETTO D’ECCELLENZA NEL REAL ESTATE 2025” relativo all’intervento Porta a Mare Waterfront di Livorno.
Premiato anche lo Studio Legale Belvedere & Partners, per i 50 anni di attività.