23 Gennaio 2023

Torino - Il Politecnico di Torino investe 500 milioni per l’Ateneo e la rigenerazione urbana

Ammontano a circa 500 mln di euro gli investimenti stimati dal Politecnico di Torino per i prossimi 5 anni. Lo prevede il piano edilizio varato recentemente dal cda dell’ateneo e alimentato da risorse proprie, ministeriali, regionali, del comparto camerale e dal Pnrr.
A illustrarlo il rettore Guido Saracco, alla vigilia dell’inaugurazione del nuovo anno accademico 2022-2023, precisando che gli investimenti saranno dedicati sia alla costruzione di nuove aule, nuovi spazi per la ricerca e nuovi dipartimenti, sia a progetti di rigenerazione urbana, tra cui le riqualificazioni di Palazzo Nervi di Torino Esposizioni e la nascita di una Cittadella dell’Inclusione Sociale nell’ex Manifattura Tabacchi.
A questi si aggiungono le piattaforme tematiche di sviluppo che il Politecnico sta promuovendo, in collaborazione con l’Università di Torino, gli enti territoriali, le associazioni imprenditoriali, gli ordini professionali, le fondazioni di origine bancaria e altri attori territoriali: a Mirafiori la Città della manifattura avanzata e della mobilità sostenibile (ulteriori 16.000 m2 rispetto ai 5400 m2 già disponibili), la Città dell’Aerospazio in corso Marche, dove Leonardo ha recentemente conferito uno stabile in affidamento cinquantennale al Politecnico in cui nasceranno 12.000 m2 di laboratori di ricerca, la Città della Transizione Ecologica all’Environment Park di Via Livorno, dove il Politecnico rafforzerà la sua presenza.
Infine, l’ateneo supporterà analoghe piattaforme dell’Università di Torino, il Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione e la Città della Scienza di Grugliasco.
“La capacità delle università di creare posti di lavoro e di spingere l’innovazione industriale richiede maggiori investimenti – ha osservato Saracco – perché le imprese italiane possano rimanere agganciati al motore dello sviluppo, occorre che l’Italia entri appieno nell’economia della conoscenza, valorizzando i motori di sviluppo locali, le migliori forze accademiche, imprenditoriali e sociali e mettendoli in rete sul modello delle ‘comunità di conoscenza e innovazione’, luoghi fisici per promuovere a livello locale la collaborazione tra la tripla elica università-industria-Stato e i corpi intermedi tipici di ciascun in territorio”.