17 Giugno 2026
Sentenza 100/2026: la Corte costituzionale conferma gli spazi di autonomia della Sardegna nel governo del territorio
Corte Costituzionale
Con la sentenza n. 100 del 2026, la Corte costituzionale ha definito un importante tassello nei rapporti tra l’autonomia speciale della Sardegna e le competenze statali in materia di tutela ambientale e paesaggistica. La decisione, che riguarda alcune disposizioni della legge regionale n. 18 del 2025 sul riordino della disciplina urbanistica ed edilizia, conferma in larga misura la legittimità dell’impianto normativo adottato dalla Regione, ribadendo al tempo stesso i limiti posti dalla competenza esclusiva dello Stato nella tutela dell’ambiente.
Tra gli aspetti più significativi vi è il riconoscimento della possibilità di estendere la pianificazione urbanistica comunale alle acque costiere prospicienti il litorale. La Corte chiarisce che questa scelta non comporta alcuna estensione della sovranità regionale sul mare, ma rappresenta uno strumento di pianificazione volto a garantire una gestione più coerente e integrata delle aree costiere, purché coordinato con gli strumenti statali di pianificazione dello spazio marittimo.
La pronuncia conferma inoltre la legittimità dell’impostazione regionale in materia di tutela delle zone umide e valorizza il principio della collaborazione tra Stato e Regione nella gestione del paesaggio e del territorio. Viene così riconosciuto un ampio spazio di intervento alla Sardegna nell’esercizio delle competenze attribuite dal proprio Statuto speciale.
Diversa, invece, la valutazione su alcune disposizioni che introducevano forme di regolarizzazione successiva di opere realizzate senza preventiva autorizzazione idrogeologica e su specifici aspetti del regime sanzionatorio paesaggistico. Secondo la Corte, in questi ambiti prevale la competenza statale a garantire un livello uniforme di tutela dell’ambiente e del paesaggio, che non può essere derogato dalla legislazione regionale.
Nel complesso, la sentenza delinea un equilibrio tra autonomia e tutela unitaria: da un lato rafforza le prerogative della Sardegna nella pianificazione urbanistica e nel governo del territorio, dall’altro riafferma che gli standard di protezione ambientale e paesaggistica costituiscono un limite invalicabile per il legislatore regionale. Un pronunciamento che contribuisce a definire un quadro normativo più chiaro e stabile per amministrazioni, enti locali, cittadini e operatori del settore.
Sentenza 100 del 2026
Tra gli aspetti più significativi vi è il riconoscimento della possibilità di estendere la pianificazione urbanistica comunale alle acque costiere prospicienti il litorale. La Corte chiarisce che questa scelta non comporta alcuna estensione della sovranità regionale sul mare, ma rappresenta uno strumento di pianificazione volto a garantire una gestione più coerente e integrata delle aree costiere, purché coordinato con gli strumenti statali di pianificazione dello spazio marittimo.
La pronuncia conferma inoltre la legittimità dell’impostazione regionale in materia di tutela delle zone umide e valorizza il principio della collaborazione tra Stato e Regione nella gestione del paesaggio e del territorio. Viene così riconosciuto un ampio spazio di intervento alla Sardegna nell’esercizio delle competenze attribuite dal proprio Statuto speciale.
Diversa, invece, la valutazione su alcune disposizioni che introducevano forme di regolarizzazione successiva di opere realizzate senza preventiva autorizzazione idrogeologica e su specifici aspetti del regime sanzionatorio paesaggistico. Secondo la Corte, in questi ambiti prevale la competenza statale a garantire un livello uniforme di tutela dell’ambiente e del paesaggio, che non può essere derogato dalla legislazione regionale.
Nel complesso, la sentenza delinea un equilibrio tra autonomia e tutela unitaria: da un lato rafforza le prerogative della Sardegna nella pianificazione urbanistica e nel governo del territorio, dall’altro riafferma che gli standard di protezione ambientale e paesaggistica costituiscono un limite invalicabile per il legislatore regionale. Un pronunciamento che contribuisce a definire un quadro normativo più chiaro e stabile per amministrazioni, enti locali, cittadini e operatori del settore.
Sentenza 100 del 2026

