25 Settembre 2023

Superbonus: tutti i chiarimenti su cessione del credito e sconto in fattura

(Fonte ANCE)

Ai fini della cessione del credito e dello sconto in fattura da Superbonus, è necessario che il SAL al 31 dicembre 2023 corrisponda a lavori realizzati e pagamenti eseguiti alla stessa data.

 
In caso di sconto parziale, per il principio di cassa, la spesa agevolata si considera sostenuta nel momento del pagamento con bonifico della quota di spesa residua a carico del beneficiario, e non conta quando sia stata emessa la fattura.
Così, se il beneficiario paga la propria parte di spesa nel 2024, con fattura di sconto parziale emessa nel 2023, Superbonus e bonus ordinari seguono le regole fissate per il 2024.
Invece, in caso di sconto integrale per interventi da Superbonus al 110% rileva il momento in cui la fattura elettronica viene trasmessa allo SDI.
Per i lavori a cavallo d’anno, eseguiti tra fine 2022 e inizio 2023, ok allo sconto in fattura corrispondente al SAL pari al 30%, emesso nel 2023, che comprende tutti i lavori eseguiti fino a quel momento.
Così si è espressa l’Agenzia delle Entrate in alcune risposte fornite nel corso della manifestazione con la stampa specializzata, Telefisco 2023, tenutasi lo scorso 20 settembre.
In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha sciolto alcuni nodi sul tema dell’applicabilità del Superbonus, per quel che riguarda i rapporti tra sostenimento della spesa, data delle fatture, esecuzione dei lavori e SAL, ai fini delle opzioni per lo sconto in fattura.
Di seguito i principali chiarimenti:
  • ipagamenti delle spese agevolate, i lavori eseguiti e il corrispondente SAL devono essere allineati, pertanto, pur avendo i requisiti per poter accedere al Superbonus nella percentuale del 110%, valida sino al 31 dicembre 2023, e alla cessione del credito, non è possibile sostenere entro il 2023 anche le spese per lavori da realizzare nel 2024 e poi cedere il credito comunicando l’opzione all’Agenzia entro il 16 marzo 2024.
Quindi il “110%” spetta solo per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023 (e non nel 2024), che trovino corrispondenza in un SAL riferito al 31 dicembre 2023;
  • nel caso di una fattura di sconto parzialeemessa a fine 2023 ma con quota a carico del contribuente pagata nel 2024, il pagamento, per il principio di cassa, si considera effettuato nel 2024. Quindi le agevolazioni (Superbonus con sconto parziale o bonus ordinari con sconto integrale), saranno disciplinate secondo le regole vigenti al 2024.
Nella diversa ipotesi in cui, in caso di interventi agevolati con il Superbonus, il contribuente opti per uno sconto integrale, la fattura si considera emessa al momento della sua trasmissione tramite lo SDI. Pertanto, a titolo esemplificativo, se l’operazione è effettuata il 31 dicembre 2023 ma la fattura viene inviata allo SDI entro i primi di gennaio 2024, le spese si considerano sostenute nel 2024;
  • per potersi avvalere dello sconto in fatturarelativamente all’importo indicato nella stessa, a fronte di un SAL pari ad almeno il 30% degli interventinon rileva l’eventuale circostanza che gli interventi siano realizzati in periodi d’imposta diversi. Quindi il pagamento nel 2023 di una spesa di 10.000 euro, di cui 2000 per lavori effettuati nel 2022 e la restante parte nel 2023, corrispondenti ad un SAL del 30% emesso nel 2023, consente la cessione o lo sconto integrale di questo importo.
 

Acquisto crediti Superbonus, via libera al modello Basilicata

Il Consiglio dei Ministri ha deciso di non impugnare la legge della Basilicata che contribuirà ad assorbire i crediti fiscali incagliati

 
Già in piena estate era arrivato il placet del MEF, ma adesso la legge regionale Basilicata 16 luglio 2023, n. 20, non ha trovato ostacoli nemmeno in Consiglio dei Ministri, che ha deciso di non impugnarla, aprendo una nuova strada per sbloccare la cessione dei crediti.
Diventa così un modello per altre amministrazioni, quello della legge recante "Circolazione dei crediti fiscali per efficientamento energetico del patrimonio edilizio". Solo 5 articoli che mettono in moto un meccanismo virtuoso per l’utilizzo dei crediti fiscali, che “sfrutta” un’eccezione al divieto previsto dall'art. 1, comma 1 del D.L. n. 11/2023 (Decreto Cessioni o Decreto Blocca Cessioni), convertito con modificazioni dalla Legge n. 38/2023, che esclude le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, della legge n. 196/2009 dall'elenco dei possibili acquirenti dei crediti fiscali di cui all'art. 121 del Decreto Rilancio.
Secondo quanto previsto dalla L.R. n. 20/2023, la Regione Basilicata e tutti gli enti pubblici economici regionali e/o società partecipate da essa controllati non inclusi nell’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato individuate ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge n. 196/2009, hanno la possibilità di acquistare i crediti edilizi di cui all'art. 121, comma 2 del Decreto Rilancio.
 

Gli interventi interessati

In particolare sarà possibile acquisire crediti derivanti da interventi di:
  • recupero del patrimonio ediliziodi cui all'articolo 16-bis, comma 1, lettere a), b) e d), del TUIR (d.PR. n. 917/1986;
  • installazione di colonnine per la ricaricadei veicoli elettrici (art. 16-ter del D.L. n. 63/2013 e di cui al comma 8 dell'articolo 119 del D.L. n. 34/2020-
Già il MEF aveva specificato che non ci fossero, per quanto di propria competenza, dubbi sulla legittimità costituzionale della Legge, evidenziando anche “nel contesto della leale collaborazione, l’opportunità di suggerire alla Regione di stabilire (…) anche i criteri per valutare le capacità dei suddetti enti di assorbire i crediti acquistati”.
Ora anche Palazzo Chigi conferma la volontà di non impugnare la nuova legge regionale, che probabilmente diventerà un punto di riferimento per altre Amministrazioni decise a risolvere il problema dei crediti incagliati e fornire una soluzione al blocco delle cessioni.
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