29 Aprile 2026
Progetto CMR ridisegna l’aeroporto di Rimini
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Progetto CMR firma il concept del nuovo Distretto Aeroportuale a servizio della Riviera romagnola, presentato il 23 aprile 2026 al Teatro Galli come parte del Piano di Sviluppo Aeroportuale 2026–2040 di AIRiminum 2014 S.p.A.. Il progetto segna un cambio di paradigma netto: lo scalo non è più pensato come semplice infrastruttura di transito, ma come una piattaforma integrata di mobilità, servizi e sviluppo urbano, capace di generare valore economico, identitario e territoriale. L’investimento previsto è di circa 200 milioni di euro e accompagna una strategia che punta a riportare sul territorio una domanda di traffico già esistente, ma oggi in larga parte assorbita da altri aeroporti. Da aeroporto a sistema Il nuovo distretto nasce da una visione industriale e territoriale di lungo periodo. Secondo i dati presentati da AIRiminum, il bacino dell’aeroporto di Rimini esprime già oggi circa 5,5 milioni di passeggeri annui, ma solo una quota marginale utilizza lo scalo Fellini; circa 3 milioni partono da aeroporti fuori regione, con una dispersione di traffico e di ricadute economiche. Il progetto si pone quindi l’obiettivo di trattenere sul territorio questi flussi, rafforzando capacità infrastrutturale, struttura societaria e competitività della destinazione. In questa prospettiva, Rimini non si propone in competizione con l’hub regionale principale, ma come parte di un sistema aeroportuale integrato, più equilibrato ed efficiente. Il nuovo distretto diventa così non solo un progetto per l’aeroporto, ma uno strumento di politica industriale territoriale, capace di connettere mobilità, turismo, servizi e sviluppo urbano. Tre temi guida per una nuova immagine dello scalo Il masterplan sviluppato da Progetto CMR integra la riqualificazione del terminal esistente con la costruzione di nuovi volumi, ridefinendo l’identità complessiva del complesso aeroportuale attraverso un linguaggio architettonico contemporaneo ma radicato nel contesto. Il concept si fonda su tre temi guida — romanità, natura e aerodinamicità — che si traducono in tre valori progettuali: riconoscibilità, armonia e iconicità. La romanità si esprime nel ricorso all’arco, evocazione contemporanea del Ponte di Tiberio; la natura prende forma in un sistema di verde continuo che accompagna architettura e percorsi; l’aerodinamicità emerge invece in linee curve e volumi fluidi, ispirati al movimento degli aeromobili. Il risultato è un’infrastruttura che non vuole solo funzionare meglio, ma anche rappresentare in modo riconoscibile la città e la Riviera. Uno sviluppo progressivo senza interrompere l’operatività Uno degli aspetti centrali del progetto è la sua impostazione modulare e progressiva. Il nuovo distretto è pensato per accompagnare la crescita dello scalo nel tempo senza comprometterne il funzionamento. La prima fase prevede la riqualificazione dell’aeroporto esistente, con il rinnovamento del terminal attuale e della sua immagine complessiva, migliorandone qualità architettonica, funzionale ed energetica. A questa seguirà una seconda fase che introdurrà i nuovi volumi: il nuovo terminal, le funzioni direzionali e commerciali, il sistema retail landside e un ponte attivo con food court di 1.920 mq affacciata sulle piste. Nel medio e lungo periodo, il masterplan accompagnerà lo sviluppo dei flussi con ulteriori fasi previste al 2030, 2035 e 2050. Air Park, ponte attivo e nuovo spazio pubblico Tra gli elementi più riconoscibili del progetto c’è la grande copertura verde accessibile del parcheggio multipiano, concepita come un vero e proprio Air Park: non un semplice tetto, ma un parco urbano sopraelevato su più livelli. Collegato al terminal attraverso un ponte pedonale, il sistema del verde diventa un dispositivo di connessione fisica e percettiva tra aeroporto e città. Il paesaggio previsto comprende giardino botanico con vegetazione sospesa, piazze pubbliche, arene sportive, spazi di sosta e un ristorante rooftop di 1.200 mq denominato Airport Disco, pensato per reinterpretare in chiave contemporanea l’immaginario della discoteca che ha reso celebre Rimini. Questa scelta amplia l’uso dell’aeroporto oltre il viaggio, rendendolo fruibile anche da chi non vola e trasformandolo in una nuova centralità urbana. Intermodalità, accessibilità e nuove funzioni Il masterplan organizza il complesso come un sistema coerente e interconnesso. Tra gli elementi principali figurano il rinnovo della facciata del terminal esistente, la realizzazione di un nuovo piano del terminal, una nuova area intermodale, un parcheggio multipiano di 32.734 mq con circa 1.500 posti, una palazzina direzionale e commerciale e il ponte pedonale commerciale che collega le diverse parti del complesso.Sul fronte della mobilità, uno degli aspetti più innovativi è il prolungamento della linea del Metromare, con una fermata prevista direttamente di fronte al terminal, così da integrare pienamente l’aeroporto nel sistema di mobilità della Riviera. L’intermodalità diventa quindi una componente strutturale del progetto, non un’aggiunta successiva. Una nuova porta internazionale per la Riviera La sostenibilità è integrata fin dalle basi del masterplan, con impianti fotovoltaici in copertura, facciate ad alte prestazioni energetiche, termiche e acustiche, sistemi di controllo solare e uso estensivo del verde come dispositivo climatico. Parallelamente, la diversificazione delle funzioni contribuisce a definire un modello economico più resiliente nel tempo. Con il nuovo Distretto Aeroportuale, Rimini prova così a riscrivere il ruolo dello scalo Fellini: non più “non luogo” di passaggio, ma porta urbana e internazionale capace di connettere città, paesaggio e infrastruttura. Il progetto di Progetto CMR mette in forma questa ambizione attraverso un sistema aperto, accessibile e progressivo, in cui architettura e mobilità concorrono a definire una nuova immagine strategica per la città e per l’intera Riviera romagnola. |

