18 Febbraio 2026

1° Rapporto sull’involucro edilizio: numeri chiave, mercati, imprese, sfide e opportunità future

In occasione della seconda edizione di CASEITALY EXPO, la manifestazione dedicata alla filiera dell’involucro edilizio – serramenti, chiusure tecniche, schermature solari e tende tecniche, lattoneria e soluzioni integrate per l’edilizia – è stato presentato il “1° Rapporto sul settore dell’involucro edilizio. Numeri chiave, mercati, imprese, sfide e opportunità future”, realizzato da Nomisma e CRIBIS per conto di Promoberg e CASEITALY EXPO, in collaborazione con le associazioni promotrici.
“Il settore dell’involucro edilizio è un’eccellenza del Made in Italy e si caratterizza per una crescente vocazione all’export, anche alla luce della rimodulazione degli incentivi edilizi che hanno trainato la domanda interna negli ultimi anni. Dall’analisi condotta da Nomisma in collaborazione con CRIBIS emerge un comparto fatto di imprese capaci di integrare design, tecnologia e soluzioni su misura, tutte caratteristiche molto apprezzate sui mercati internazionali e che rappresentano un indiscutibile vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza estera” – ha spiegato Emanuele Di Faustino, Head of Industry e Retail di Nomisma e responsabile del progetto.
Alla presentazione del Rapporto sono seguiti gli interventi dei rappresentanti delle associazioni, protagonisti di una tavola rotonda moderata da Angelo Artale, Direttore Generale di Federazione FINCO: Nicola Fornarelli (Presidente ACMI), Fabio Gasparini (Presidente ASSITES), Fabio Montagnoli (Presidente PILE) e Marco Rossi (Presidente ANFIT).
 
Il settore dell’involucro edilizio: numeri chiave e vocazione all’export – i dettagli del Rapporto
Il comparto dell’involucro edilizio rappresenta un’eccellenza del Made in Italy ed esprime valori economici e occupazionali rilevanti. Sono oltre 21 mila le imprese produttrici di serramenti, schermature solari, tende tecniche, porte tecniche e portoni, maniglieria e lattoneria attive in Italia nel 2025, con oltre 105.000 addetti e un giro d’affari di 15 miliardi di euro nel 2024 (ultimi dati di bilancio disponibili). Se ci si focalizza sulle imprese di carattere industriale (ossia le top-100 per ciascun sub-settore) parliamo di ben 7,5 miliardi di euro di fatturato complessivo e di dimensioni medie significative: 17 milioni di euro di fatturato per impresa ed una media di 53 addetti.
Dall’analisi di Nomisma – sviluppata in collaborazione con CRIBIS – emerge come l’export sia sempre più strategico per le aziende del settore, con 3,5 miliardi di euro nel 2024, in crescita del +28,8% rispetto al 2019. Il 2025 registra, tuttavia, una lieve flessione (-2,2% nei primi nove mesi rispetto allo stesso periodo 2024), riflettendo le difficoltà del contesto macroeconomico a livello globale. La bilancia commerciale del comparto rimane comunque positiva.
“Oltre all’Europa – mercato centrale per il settore, dove si dirige attualmente il 70% dell’export – Medio Oriente, Nord Africa e Asia offrono importanti opportunità di crescita, grazie alla crescente urbanizzazione e a redditi delle famiglie in aumento, fattori che alimentano la domanda di prodotti di fascia premium” – ha concluso Emanuele Di Faustino.
Tutte le categorie merceologiche hanno registrato una crescita nell’ultimo quinquennio, seppur con intensità differenti: accessori e componenti per serramenti (+38%), altri prodotti a base di metallo (+36%) e lattoneria (+31%) guidano la performance. I serramenti rappresentano il 17% dell’export totale (596 milioni di euro), mentre tende e schermature solari (+9%) e maniglieria interna ed esterna (+11%) mostrano incrementi più contenuti.
Per rendere ancor più completa e profonda la propria analisi, Nomisma ha condotto una survey rivolta alle imprese del comparto per analizzare approcci, fabbisogni e prospettive di internazionalizzazione. I risultati evidenziano un interesse crescente verso i mercati esteri: circa 2 imprese su 3 intendono rafforzare la propria presenza internazionale. Tra chi non esporta, 2 su 3 dichiarano di essere concentrate sul mercato italiano – dato influenzato dai bonus edilizi degli ultimi anni – mentre circa 1 su 3 è frenato da una carenza di competenze.