06 Maggio 2026

Affitti stanze: +59% in sei anni, boom nei centri universitari

I canoni delle stanze singole nelle principali città universitarie italiane continuano a correre. Negli ultimi sei anni, da marzo 2020 a marzo 2026, i prezzi sono aumentati ovunque, con picchi superiori al 50% in diversi capoluoghi del Sud. È quanto emerge dall’ultima analisi di Immobiliare.it Insights, la proptech specializzata in data intelligence per il mercato immobiliare. Secondo lo studio, che ha esaminato l’accesso al mercato delle stanze da parte di studenti e giovani lavoratori, Bari registra l’aumento più elevato (+59%), seguita da Cagliari (+58%) e Palermo (+55%). Crescite più contenute, ma comunque a doppia cifra, si osservano a Siena e Udine (+12%), le due città con l’incremento più moderato del periodo.
“Quello delle stanze è uno dei segmenti più vivaci del mercato immobiliare, e la crescita dei prezzi più significativa, sostenuta da una domanda particolarmente elevata, conferma questo primato”, spiega Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it. “Il nodo critico – aggiunge – è che studenti e giovani lavoratori, principali protagonisti della domanda, non dispongono di redditi adeguati a sostenere questi livelli di canone. La forbice tra capacità di spesa e prezzi richiesti continua ad ampliarsi, rendendo il mercato sempre meno accessibile. Tuttavia, negli ultimi mesi si osservano i primi segnali di assestamento, che potrebbero preludere a un riequilibrio nel corso dell’anno”.
MEGA ATENEI: +41% IN MEDIA
Nelle dieci città che ospitano i mega atenei statali (oltre 40.000 iscritti), i prezzi delle stanze singole sono cresciuti in media del 41% in sei anni, un valore superiore di dieci punti percentuali rispetto all’aumento dei monolocali negli stessi centri. Le crescite più marcate si registrano a: Bari: +59%, Palermo: +55%, Padova: +46%, Firenze: +46% e Torino: +45%. Anche le grandi città universitarie mostrano incrementi significativi: Roma +40%, Bologna +37%, Napoli +36%, Milano +31%. La variazione più contenuta tra i mega atenei è quella di Pisa (+16%).
Negli altri importanti atenei statali, la crescita media dei canoni delle stanze singole si attesta al +31%, inferiore rispetto ai mega atenei ma comunque molto sostenuta. Le città con gli aumenti più rilevanti sono: Cagliari: +58%, Messina: +46%, Genova: +41%, Trento: +39%, Catania: +39%. Seguono Venezia e Perugia (+35%), Ferrara (+30%), Parma (+29%), Verona (+25%), Pavia (+20%). Solo tre città registrano incrementi inferiori al 20%: Modena (+15%), Siena (+12%), Udine (+12%). Anche in questi centri, la crescita dei prezzi delle stanze supera quella dei monolocali, confermando la pressione della domanda studentesca.
Alla fine di marzo 2026, Milano si conferma la città più cara per affittare una stanza, con una media di 729 euro/mese. Il capoluogo lombardo precede Firenze, al secondo posto con 625 euro/mese, Roma e Bologna, in terza e quarta posizione con prezzi molto simili (609 e 599 euro/mese rispettivamente). Padova chiude la top 5, anche se, con i suoi 490 euro/mese, resta molto distante dalle prime quattro città. All’opposto, due capoluoghi siciliani, vale a dire Messina e Catania, sono i meno costosi per prendere in locazione una singola, con una richiesta media di 284 euro/mese per entrambe. Solo in questi due casi, peraltro, i costi non raggiungono i 300 euro/mese. Il terzo centro meno caro è Perugia (proprio con 300 euro/mese), che precede Palermo (309 euro/mese) e Udine (310 euro/mese).
UN MERCATO SEMPRE PIÙ SQUILIBRATO
L’analisi evidenzia un quadro in cui la domanda supera ampiamente l’offerta, soprattutto nelle città con forte attrattività universitaria. Il risultato è un mercato che tende a penalizzare proprio le fasce più giovani, spesso prive di redditi stabili e costrette a soluzioni abitative temporanee o condivise. Il fenomeno, osserva Immobiliare.it Insights, non riguarda solo i grandi centri ma si estende anche alle città medie, segno di una pressione strutturale sul segmento delle stanze.