04 Marzo 2026
Commercial real estate, l’Italia si consolida tra i motori della ripresa europea
Commercial real estate, l’Italia si consolida tra i motori della ripresa europea
Il commercial real estate europeo apre un nuovo ciclo e l’Italia si posiziona tra i mercati più avanzati nella fase di ripartenza. Dopo un 2025 che ha segnato volumi di investimento pari a 13,5 miliardi di euro, il mercato italiano entra nel 2026 con prospettive positive, sostenute da fondamentali solidi, maggiore accesso al credito e una crescente fiducia degli investitori. È quanto emerge dall’analisi di CBRE, presentata in occasione dell’undicesima edizione di Perspective, l’evento annuale dedicato ai trend del settore. In un contesto macroeconomico caratterizzato da crescita moderata e da un quadro geopolitico ancora complesso, il real estate commerciale continua a dimostrare una forte capacità di adattamento, spostando l’attenzione sulla generazione di reddito operativo e sulla qualità degli asset.
STRATEGIE VALUE ADD TORNANO CENTRALI
Il mercato italiano appare entrato in una fase in cui le strategie value-add tornano centrali. La rigenerazione urbana, il recupero di aree dismesse e la riconversione di edifici obsoleti rappresentano leve chiave per intercettare una domanda sempre più selettiva da parte di utilizzatori e investitori. Allo stesso tempo, la stabilizzazione dei costi del debito e la crescita dei canoni stanno favorendo un progressivo ritorno dell’interesse verso investimenti core, anche in presenza di spread più contenuti.
DIVERSIFICAZIONE DELLE ASSET CLASS
Un altro elemento distintivo della nuova fase è la diversificazione delle asset class. Accanto ai segmenti tradizionali, crescono Living – con una forte attenzione allo student housing – hotel, retail di nuova generazione e comparti alternativi. I mercati regionali, che nel 2025 hanno attratto circa il 65% dei capitali investiti, continuano a offrire opportunità di valorizzazione attraverso strategie di riposizionamento e incremento dei canoni. Secondo Giulia Ghiani, Head of Research & Data Intelligence Italy di CBRE, l’Italia non sta vivendo una crescita episodica, ma un percorso strutturale, caratterizzato dall’ingresso di nuovi player, dall’espansione geografica degli investimenti e da un livello di maturità del mercato senza precedenti.
Il sentiment degli investitori resta positivo anche sul fronte dei rischi. Dalla CBRE Italian Investor Intentions Survey 2026 emerge che circa il 70% degli operatori intende mantenere stabile o aumentare l’attività in Italia, sostenuto da migliori condizioni di leva finanziaria. L’incertezza geopolitica, pur presente, pesa meno rispetto alle rilevazioni dell’anno precedente, segnale di una maggiore resilienza del settore.
In termini di preferenze settoriali, il Living si conferma il target principale per il 2026, seguito da logistica e hospitality. Inizia inoltre a emergere con maggiore forza il comparto dei data center, spinto dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale e dalla crescente domanda di infrastrutture digitali. Per Silvia Gandellini, Head of Capital Markets Italy di CBRE, la combinazione di maggiore disponibilità di debito, crescita dei canoni e solidità dei fondamentali rende il mercato italiano particolarmente attrattivo, sia per progetti di rigenerazione urbana nelle grandi città sia per iniziative distribuite su tutto il territorio nazionale.
STRATEGIE VALUE ADD TORNANO CENTRALI
Il mercato italiano appare entrato in una fase in cui le strategie value-add tornano centrali. La rigenerazione urbana, il recupero di aree dismesse e la riconversione di edifici obsoleti rappresentano leve chiave per intercettare una domanda sempre più selettiva da parte di utilizzatori e investitori. Allo stesso tempo, la stabilizzazione dei costi del debito e la crescita dei canoni stanno favorendo un progressivo ritorno dell’interesse verso investimenti core, anche in presenza di spread più contenuti.
DIVERSIFICAZIONE DELLE ASSET CLASS
Un altro elemento distintivo della nuova fase è la diversificazione delle asset class. Accanto ai segmenti tradizionali, crescono Living – con una forte attenzione allo student housing – hotel, retail di nuova generazione e comparti alternativi. I mercati regionali, che nel 2025 hanno attratto circa il 65% dei capitali investiti, continuano a offrire opportunità di valorizzazione attraverso strategie di riposizionamento e incremento dei canoni. Secondo Giulia Ghiani, Head of Research & Data Intelligence Italy di CBRE, l’Italia non sta vivendo una crescita episodica, ma un percorso strutturale, caratterizzato dall’ingresso di nuovi player, dall’espansione geografica degli investimenti e da un livello di maturità del mercato senza precedenti.
Il sentiment degli investitori resta positivo anche sul fronte dei rischi. Dalla CBRE Italian Investor Intentions Survey 2026 emerge che circa il 70% degli operatori intende mantenere stabile o aumentare l’attività in Italia, sostenuto da migliori condizioni di leva finanziaria. L’incertezza geopolitica, pur presente, pesa meno rispetto alle rilevazioni dell’anno precedente, segnale di una maggiore resilienza del settore.
In termini di preferenze settoriali, il Living si conferma il target principale per il 2026, seguito da logistica e hospitality. Inizia inoltre a emergere con maggiore forza il comparto dei data center, spinto dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale e dalla crescente domanda di infrastrutture digitali. Per Silvia Gandellini, Head of Capital Markets Italy di CBRE, la combinazione di maggiore disponibilità di debito, crescita dei canoni e solidità dei fondamentali rende il mercato italiano particolarmente attrattivo, sia per progetti di rigenerazione urbana nelle grandi città sia per iniziative distribuite su tutto il territorio nazionale.

