06 Maggio 2026
Il commercial real estate italiano registra 2,7 mld di investimenti nel Q1 2026
Nel primo trimestre del 2026, il mercato del real estate commerciale in Italia ha totalizzato circa 2,7 miliardi di euro di investimenti, mantenendo una stabilità operativa rispetto allo stesso periodo del 2025,. Secondo i dati pubblicati da Savills, il volume transato si posiziona sopra la media degli ultimi dieci anni e consolida l’andamento registrato nel precedente triennio.
Retail e capitali esteri trainano il comparto
Il retail guida il mercato con una quota del 25%, seguito da hospitality e logistica. Complessivamente, queste tre asset class rappresentano il 62% dei volumi totali. Il settore retail è stato sostenuto dal segmento degli outlet, con due operazioni su tre asset, dai retail park e dai centri commerciali, mentre l’high street ha raccolto il 18% dei flussi con un interesse crescente per le piazze di Milano, Roma, Torino e Napoli.
La componente internazionale rimane dominante, rappresentando circa il 70% del capitale investito. Il mercato continua a mostrare una prevalenza di operazioni con valore inferiore ai 50 milioni di euro, che costituiscono il 67% del totale dei volumi. L’attività di sviluppo e rigenerazione urbana attrae invece il 20% dei capitali del periodo.
Milano e Roma si spartiscono i volumi
Milano si conferma il polo principale con il 30% dei volumi totali. Roma incrementa la sua quota raggiungendo il 13%, grazie alle performance dei settori uffici, retail e hospitality. Nel comparto degli uffici, la capitale risulta la piazza principale con il 52% dei volumi registrati, in un contesto di crescente selettività e aumento delle transazioni owner-occupier. In entrambe le città, la disponibilità di spazi di grado A nei distretti direzionali rimane sotto il 2%.
Marco Montosi, head of investment di Savills, ha dichiarato: “Nel Q1 2026 il real estate italiano conferma la propria resilienza, con volumi di investimento stabili e una forte presenza di capitali esteri. Cresce inoltre l’attenzione verso strategie value?add, sostenuta da fondamentali solidi e da una domanda attiva su un numero crescente di asset class”.
Crescita del living e scenari macroeconomici
Il settore living ha raccolto 400 milioni di euro, segnando la maggiore crescita tendenziale del trimestre, spinto dal segmento healthcare e dai progetti build-to-suit a Milano. Il comparto della logistica, pur registrando una flessione negli investimenti che lo porta al terzo posto, ha segnato un record di assorbimento di spazi con 840.000 metri quadrati.
L’analisi di Savills evidenzia tuttavia alcune incertezze macroeconomiche. Elena Zanlorenzi, head of research & marketing di Savills per l’Italia, ha affermato: “In uno scenario caratterizzato da una incertezza crescente, nel 2025 l’economia italiana ha registrato buoni risultati, sostenuta da investimenti e costruzioni, ma i consumi rimangono deboli e frenati da un potere d’acquisto fermo da vent’anni. L’incertezza mina la fiducia di imprese e famiglie nonostante un mercato del lavoro positivo”.
Le previsioni per i mesi successivi indicano un consolidamento dei volumi di investimento, supportato da una pipeline consistente di operazioni e dall’attesa di una inversione della politica monetaria da parte della Bce nel secondo trimestre dell’anno.
Retail e capitali esteri trainano il comparto
Il retail guida il mercato con una quota del 25%, seguito da hospitality e logistica. Complessivamente, queste tre asset class rappresentano il 62% dei volumi totali. Il settore retail è stato sostenuto dal segmento degli outlet, con due operazioni su tre asset, dai retail park e dai centri commerciali, mentre l’high street ha raccolto il 18% dei flussi con un interesse crescente per le piazze di Milano, Roma, Torino e Napoli.
La componente internazionale rimane dominante, rappresentando circa il 70% del capitale investito. Il mercato continua a mostrare una prevalenza di operazioni con valore inferiore ai 50 milioni di euro, che costituiscono il 67% del totale dei volumi. L’attività di sviluppo e rigenerazione urbana attrae invece il 20% dei capitali del periodo.
Milano e Roma si spartiscono i volumi
Milano si conferma il polo principale con il 30% dei volumi totali. Roma incrementa la sua quota raggiungendo il 13%, grazie alle performance dei settori uffici, retail e hospitality. Nel comparto degli uffici, la capitale risulta la piazza principale con il 52% dei volumi registrati, in un contesto di crescente selettività e aumento delle transazioni owner-occupier. In entrambe le città, la disponibilità di spazi di grado A nei distretti direzionali rimane sotto il 2%.
Marco Montosi, head of investment di Savills, ha dichiarato: “Nel Q1 2026 il real estate italiano conferma la propria resilienza, con volumi di investimento stabili e una forte presenza di capitali esteri. Cresce inoltre l’attenzione verso strategie value?add, sostenuta da fondamentali solidi e da una domanda attiva su un numero crescente di asset class”.
Crescita del living e scenari macroeconomici
Il settore living ha raccolto 400 milioni di euro, segnando la maggiore crescita tendenziale del trimestre, spinto dal segmento healthcare e dai progetti build-to-suit a Milano. Il comparto della logistica, pur registrando una flessione negli investimenti che lo porta al terzo posto, ha segnato un record di assorbimento di spazi con 840.000 metri quadrati.
L’analisi di Savills evidenzia tuttavia alcune incertezze macroeconomiche. Elena Zanlorenzi, head of research & marketing di Savills per l’Italia, ha affermato: “In uno scenario caratterizzato da una incertezza crescente, nel 2025 l’economia italiana ha registrato buoni risultati, sostenuta da investimenti e costruzioni, ma i consumi rimangono deboli e frenati da un potere d’acquisto fermo da vent’anni. L’incertezza mina la fiducia di imprese e famiglie nonostante un mercato del lavoro positivo”.
Le previsioni per i mesi successivi indicano un consolidamento dei volumi di investimento, supportato da una pipeline consistente di operazioni e dall’attesa di una inversione della politica monetaria da parte della Bce nel secondo trimestre dell’anno.

