18 Febbraio 2026
Investimenti alberghieri in Italia sopra 2,5 mld nel ’25. Balzo family office e primato di Roma
Investimenti alberghieri in Italia sopra 2,5 mld nel ’25. Balzo family office e primato di Roma
Il mercato immobiliare alberghiero italiano ha consolidato la fase espansiva nel 2025, raggiungendo un volume complessivo di investimenti superiore ai 2,5 miliardi di euro. Secondo i dati dell’ultimo rapporto di Ey, il settore ha registrato una crescita del 19% rispetto all’anno precedente, posizionandosi su valori del 35% superiori alla media dell’ultimo decennio. Solo nel primo semestre dell’anno, i volumi hanno toccato quota 1,4 miliardi di euro, segnando un incremento del 31% su base annua.
Il nuovo protagonismo dei family office
Uno dei tratti distintivi del periodo è la presenza crescente dei family office, che hanno raggiunto una quota record del 30% sul totale degli investimenti, superando il 22% rilevato nel 2024.
Marco Zalamena, a capo della divisione hotel di Ey, spiega che “i family office hanno consolidato la loro posizione nel mercato alberghiero italiano, acquisendo il 30% del volume totale di investimenti rispetto al 22% del 2024”. Tali investitori si concentrano prevalentemente su operazioni a valore aggiunto con orizzonti temporali di medio-lungo termine.
Parallelamente, gli operatori alberghieri restano il gruppo principale con il 31% dei volumi, sostenuti da operazioni rilevanti come quelle di The Palace Company a Roma e del gruppo Villa d’Este sul lago di Como. Sotto il profilo della provenienza dei capitali, il mercato appare in equilibrio: il 51% del capitale è domestico, mentre il restante 49% è di origine estera, con una prevalenza di investitori europei e statunitensi. Si registra, di contro, una netta flessione degli investitori mediorientali, passati dal 22% all’1% del totale.
Roma domina il mercato urbano, Capri guida il segmento resort
Roma si conferma la destinazione più ambita, assorbendo 630 milioni di euro, pari a un quarto dell’investimento totale annuo. Nella capitale, il prezzo medio per camera ha raggiunto la cifra record di 906.000 euro nel primo semestre, con un aumento del 190% rispetto all’ultimo trimestre del 2024. Seguono Milano, con il 16% dei volumi, e Venezia, che intercetta il 10% del capitale.
Il comparto dei resort e del tempo libero mostra una vitalità particolare, con investimenti per 822 milioni di euro, equivalenti al 33% del totale. In questo ambito, le isole del golfo di Napoli, con Capri e Ischia in testa, concentrano il 38% degli investimenti del segmento. Operazioni su strutture come il Caesar Augustus e il Punta Molino Beach Resort indicano un deciso riposizionamento verso il segmento dell’ultra-lusso. Anche il lago di Como e Forte dei Marmi consolidano la loro attrattività, pesando rispettivamente per il 32% e l’8% del comparto leisure.
Strategie value-add e prospettive per il 2026
La natura degli investimenti riflette una volontà di riqualificazione del patrimonio esistente. Le operazioni con profilo a valore aggiunto hanno rappresentato il 62% del totale, in crescita rispetto al 51% del 2024. I progetti di sviluppo, tra nuove costruzioni e conversioni, sono aumentati del 156% su base annua. Fabio Braidotti, responsabile ospitalità di Ey in Italia, sottolinea che tale incremento «riflette l’interesse da parte degli investitori verso lo sviluppo, la conversione e il riposizionamento dello stock alberghiero esistente».
Le previsioni per il 2026 restano positive, sostenute da una maggiore prevedibilità dei finanziamenti e dall’effetto trainante dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina. Braidotti conclude prevedendo «un ulteriore incremento dell’attività di investimento, con il contributo sia di operatori italiani sia internazionali, in un mercato che continua a offrire opportunità diversificate e coerenti con una prospettiva di medio-lungo periodo».
Il nuovo protagonismo dei family office
Uno dei tratti distintivi del periodo è la presenza crescente dei family office, che hanno raggiunto una quota record del 30% sul totale degli investimenti, superando il 22% rilevato nel 2024.
Marco Zalamena, a capo della divisione hotel di Ey, spiega che “i family office hanno consolidato la loro posizione nel mercato alberghiero italiano, acquisendo il 30% del volume totale di investimenti rispetto al 22% del 2024”. Tali investitori si concentrano prevalentemente su operazioni a valore aggiunto con orizzonti temporali di medio-lungo termine.
Parallelamente, gli operatori alberghieri restano il gruppo principale con il 31% dei volumi, sostenuti da operazioni rilevanti come quelle di The Palace Company a Roma e del gruppo Villa d’Este sul lago di Como. Sotto il profilo della provenienza dei capitali, il mercato appare in equilibrio: il 51% del capitale è domestico, mentre il restante 49% è di origine estera, con una prevalenza di investitori europei e statunitensi. Si registra, di contro, una netta flessione degli investitori mediorientali, passati dal 22% all’1% del totale.
Roma domina il mercato urbano, Capri guida il segmento resort
Roma si conferma la destinazione più ambita, assorbendo 630 milioni di euro, pari a un quarto dell’investimento totale annuo. Nella capitale, il prezzo medio per camera ha raggiunto la cifra record di 906.000 euro nel primo semestre, con un aumento del 190% rispetto all’ultimo trimestre del 2024. Seguono Milano, con il 16% dei volumi, e Venezia, che intercetta il 10% del capitale.
Il comparto dei resort e del tempo libero mostra una vitalità particolare, con investimenti per 822 milioni di euro, equivalenti al 33% del totale. In questo ambito, le isole del golfo di Napoli, con Capri e Ischia in testa, concentrano il 38% degli investimenti del segmento. Operazioni su strutture come il Caesar Augustus e il Punta Molino Beach Resort indicano un deciso riposizionamento verso il segmento dell’ultra-lusso. Anche il lago di Como e Forte dei Marmi consolidano la loro attrattività, pesando rispettivamente per il 32% e l’8% del comparto leisure.
Strategie value-add e prospettive per il 2026
La natura degli investimenti riflette una volontà di riqualificazione del patrimonio esistente. Le operazioni con profilo a valore aggiunto hanno rappresentato il 62% del totale, in crescita rispetto al 51% del 2024. I progetti di sviluppo, tra nuove costruzioni e conversioni, sono aumentati del 156% su base annua. Fabio Braidotti, responsabile ospitalità di Ey in Italia, sottolinea che tale incremento «riflette l’interesse da parte degli investitori verso lo sviluppo, la conversione e il riposizionamento dello stock alberghiero esistente».
Le previsioni per il 2026 restano positive, sostenute da una maggiore prevedibilità dei finanziamenti e dall’effetto trainante dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina. Braidotti conclude prevedendo «un ulteriore incremento dell’attività di investimento, con il contributo sia di operatori italiani sia internazionali, in un mercato che continua a offrire opportunità diversificate e coerenti con una prospettiva di medio-lungo periodo».

