04 Giugno 2025

Logistica, in Italia investimenti per 2,4 mld € in 15 mesi

Il mercato immobiliare logistico continua a registrare una solida crescita in tutta Europa. Nel 2024, i volumi complessivi di investimento hanno superato i 41 miliardi di euro, segnando un incremento del 25% rispetto al 2023, con il Regno Unito (13,5 miliardi) e la Germania (7 miliardi) a trainare il settore. Anche in Italia la logistica si conferma protagonista del mercato immobiliare, con investimenti pari a 1,75 miliardi di euro, equivalenti al 17,5% del totale del real estate (10,1 miliardi complessivi) in crescita del 2,9% rispetto all’anno precedente. Nel corso del primo trimestre del 2025, grazie alla transazione di due importanti portafogli immobiliari, il comparto logistico ha attratto quasi 650 milioni di euro di investimenti, doppiando il volume fatto registrare nello stesso periodo del 2024 e risultando in crescita del 25% rispetto a quanto rilevato negli ultimi tre mesi dello scorso anno.
Questi sono alcuni dei principali dati emersi oggi a Milano durante il convegno ‘Logistica e Rigenerazione Industriale – Nuovi spazi per il futuro dell’asset class’, nel corso del quale è stato presentato il Rapporto 2025 sul mercato immobiliare della logistica, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione, per il terzo anno consecutivo, con SFRE – società specializzata in Project & Construction Management per immobili logistici e light-industrial.
IN EUROPA
Regno Unito e Germania hanno attratto quasi la metà dei capitali investiti nel settore logistico a livello europeo: rispettivamente poco meno di 13,5 miliardi di euro (+30% rispetto al 2023) e quasi 7 miliardi, dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. In Francia si è registrato un forte rimbalzo, con investimenti che hanno superato i 4,5 miliardi di euro, in crescita di circa l’80%. L’Olanda ha raggiunto quota 3,5 miliardi, con un incremento superiore al 50%, mentre in Polonia si è toccato l’1,3 miliardi, confermando il consolidamento della logistica come asset class privilegiata dagli investitori.
In Spagna, nonostante il progressivo miglioramento delle condizioni di mercato, gli investimenti si sono fermati appena sotto i 2 miliardi di euro. Il potenziale di crescita del settore continua infatti a scontrarsi con la persistente carenza di offerta immobiliare in grado di soddisfare le esigenze, sempre più specifiche e stringenti, della domanda.
 
I CANONI DI LOCAZIONE
I canoni di locazione relativi agli immobili logistici prime (all’avanguardia, con elevati standard qualitativi e posizionati nelle migliori location) sono aumentati in media del 2 per cento a livello continentale. In Germania questi affitti hanno fatto segnare un incremento medio del 5 per cento, nel Regno unito, nonostante il rallentamento delle dinamiche espansive, sono aumentati di circa il 6 per cento, un tasso di crescita superiore alla media annuale composta relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2020. I rendimenti prime netti si collocano, mediamente, tra il 4,2 per cento della Germania e il 7,4 per cento della Romania, con Olanda e Francia tra i Paesi, dove si è assistito nel corso del 2024 a una lieve espansione dei tassi.
“Il settore logistico europeo – ha dichiarato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – si trova oggi di fronte a due opposti elementi trainanti. Da un lato gli elevati livelli di volatilità raggiunti dal mercato, dall’altro il consolidamento di segnali di stabilizzazione di alcune componenti del mercato stesso. L’accelerazione impressa dalla trasformazione digitale a questo settore sta portando a una sua ulteriore evoluzione, con intelligenza artificiale, automazione e ‘visibilità’ in tempo reale che sono ormai elementi essenziali per mantenere adeguati livelli di competitività all’interno del comparto. La spinta delle recenti normative comunitarie nella direzione di una maggiore sostenibilità ambientale e sociale del settore. Logistica e rigenerazione industriale spingono verso la sostenibilità passando necessariamente dall’evoluzione delle aree industriali. La dimensione del settore, la conformazione, la vetustà, la potenzialità rigenerativa rendono possibile la creazione di futuro valore sociale, ambientale ed economico in quei luoghi, aree, edifici, che torneranno a far parte dello scheletro produttivo del Paese e a sostenere imprese, comunità e territori”.
“La rigenerazione urbana e industriale – ha commentato Filippo Salis, CEO e founder di SFRE – rappresenta oggi una delle sfide più stimolanti per il Real Estate, non solo in termini ambientali, ma anche sociali ed economici. In qualità di stakeholders del settore logistico abbiamo il dovere – e l’opportunità – di contribuire attivamente alla riqualificazione di territori dismessi, trasformandoli in nuovi hub produttivi sostenibili, integrati con il tessuto urbano e capaci di generare valore condiviso. La logistica può e deve diventare motore di rigenerazione, facendo leva su progettualità evolute, innovazione tecnologica e visione sistemica. Recuperare suolo già compromesso non è solo una scelta responsabile, equivale a diffondere il concetto che il progresso possa coesistere armoniosamente con il rispetto dell’ambiente e della società in cui viviamo e in cui vivranno le generazioni future”.