18 Febbraio 2026

Logistica settore da 120 miliardi e 72mila imprese

Con oltre 120 miliardi di euro di fatturato e un impatto moltiplicativo capace di attivare 2,1 milioni di euro di produzione per ogni milione investito, la logistica non è più soltanto un settore operativo, ma una vera infrastruttura economica.  È questo il quadro che emerge dal nuovo brief della Direzione Strategie Settoriali e Impatto di Cassa Depositi e Prestiti, che fotografa un comparto composto da circa 72 mila imprese e 720 mila addetti, oggi al centro di trasformazioni profonde. Digitalizzazione, sostenibilità ambientale e riconfigurazione delle catene globali del valore stanno infatti ridefinendo la geografia e le priorità della logistica italiana.
In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, regionalizzazione degli scambi e nuove esigenze di resilienza delle supply chain, la logistica assume un ruolo sempre più strategico per la capacità delle imprese di esportare e di inserirsi nelle catene globali del valore. Tuttavia, il settore si confronta con alcune criticità strutturali: l’adozione di soluzioni digitali avanzate e di intelligenza artificiale resta ancora limitata, mentre l’ultimo miglio logistico diventa un nodo sempre più complesso e centrale con la crescita dell’e-commerce.
A queste sfide si aggiunge la necessità di ridurre l’impatto ambientale delle attività logistiche, anche alla luce dei nuovi obblighi di rendicontazione ESG che coinvolgono un numero crescente di imprese. In questo scenario, l’efficienza operativa e la sostenibilità non sono più obiettivi separati, ma fattori complementari di competitività.
Allo stesso tempo, il riassetto delle catene del valore apre nuove opportunità per l’Italia. In particolare, il Mezzogiorno può tornare a occupare una posizione centrale nelle rotte commerciali internazionali, a condizione di rafforzare le infrastrutture e la capacità di attrazione degli investimenti. In questa direzione risultano determinanti il potenziamento del sistema portuale, lo sviluppo dei corridoi transeuropei, una maggiore integrazione del trasporto merci su ferro e l’utilizzo di strumenti di politica industriale come le Zone Economiche Speciali e le Zone Logistiche Semplificate.