25 Febbraio 2026
Mutui, Italia tra i Paesi più convenienti d’Europa, tasso medio al 3,28% nel IIIQ 2025
Mutui, Italia tra i Paesi più convenienti d’Europa, tasso medio al 3,28% nel IIIQ 2025
Anche nel terzo trimestre del 2025 il mercato dei mutui in Italia si è confermato tra i più competitivi in Europa. È quanto emerge dai dati della Quarterly Review pubblicata dall’European Mortgage Federation, secondo cui tra luglio e settembre 2025 il tasso medio sui mutui nel nostro Paese si è attestato al 3,28%, in leggero aumento rispetto al 3,19% del trimestre precedente ma comunque su livelli tra i più bassi del continente. Nel confronto europeo, solo Spagna, Francia e Belgio registrano condizioni più favorevoli. In Spagna il tasso medio sui mutui scende al 2,66%, in Francia si attesta al 3,09% e in Belgio al 3,22%. Tutti gli altri principali mercati presentano valori superiori a quelli italiani: in Germania il tasso medio è al 3,71%, in Olanda e Irlanda al 3,59%, in Grecia al 3,55%, mentre il divario si amplia ulteriormente in Regno Unito (4,25%), Repubblica Ceca (4,59%), Norvegia (5,27%), Romania (5,84%) e Ungheria, dove si raggiunge il 6,64%.
“I dati dell’European Mortgage Federation confermano ancora una volta che il mercato italiano dei mutui è competitivo e ha grande potenziale”, commenta Alessio Santarelli, CEO di MutuiOnline.it. “Il tasso medio sui mutui nel terzo trimestre dello scorso anno è stato in linea con quello del Belgio e appena 19 punti base superiore a quello della Francia, mentre solo in Spagna è possibile trovare condizioni concretamente più favorevoli rispetto alle nostre. I tassi offerti dalle banche italiane si confermano interessanti, con la volontà di acquisire clienti che porta gli istituti a offrire soluzioni competitive”.
“Il tasso variabile – aggiunge – permette oggi di risparmiare 59 euro sulla rata mensile di un mutuo ventennale da 150.000 euro, 806 euro contro 864 euro, che si traducono in 14.000 euro in meno da pagare sull’intera durata del finanziamento. I più attenti all’andamento del mercato e propensi al rischio hanno dunque la possibilità di risparmiare scegliendo un mutuo a tasso indicizzato all’Euribor, con il tasso fisso che però resta sempre una scelta sicura. Nonostante il leggero aumento negli ultimi mesi – causato dall’instabilità geopolitica a livello mondiale – le migliori offerte green si attestano su un valore inferiore al 3%, una condizione sicuramente molto competitiva, mentre quelle standard sono al 3,20%, livello storicamente accettabile”.
“La convergenza dei diversi mercati verso dinamiche condivise e best practice comuni rappresenta un elemento strategico per l’intera Unione Europea”, commenta Luca Bertalot, Segretario Generale EMF-ECBC. “Lo sviluppo delle basi per un mercato ipotecario europeo costituisce infatti uno dei pilastri fondamentali nella costruzione del mercato unico, offrendo un’opportunità concreta per rafforzare la concorrenza e migliorare l’efficienza all’interno del single market”.
“Un sistema integrato dei mutui a livello europeo favorirebbe maggiore trasparenza, standard comuni, mobilità dei capitali e accesso più equo al credito per cittadini e imprese. Questo contribuirebbe – conclude – non solo alla stabilità finanziaria, ma anche alla crescita economica e all’armonizzazione delle condizioni di accesso alla proprietà immobiliare nei diversi Stati membri. Il mutuo europeo, in questa prospettiva, rappresenta un elemento trasformativo della società: un vero e proprio ascensore sociale capace di sostenere la creazione di ricchezza diffusa, l’inclusione finanziaria e la mobilità sociale, rafforzando al contempo il senso di appartenenza economica e istituzionale all’interno dell’Unione”.
“I dati dell’European Mortgage Federation confermano ancora una volta che il mercato italiano dei mutui è competitivo e ha grande potenziale”, commenta Alessio Santarelli, CEO di MutuiOnline.it. “Il tasso medio sui mutui nel terzo trimestre dello scorso anno è stato in linea con quello del Belgio e appena 19 punti base superiore a quello della Francia, mentre solo in Spagna è possibile trovare condizioni concretamente più favorevoli rispetto alle nostre. I tassi offerti dalle banche italiane si confermano interessanti, con la volontà di acquisire clienti che porta gli istituti a offrire soluzioni competitive”.
“Il tasso variabile – aggiunge – permette oggi di risparmiare 59 euro sulla rata mensile di un mutuo ventennale da 150.000 euro, 806 euro contro 864 euro, che si traducono in 14.000 euro in meno da pagare sull’intera durata del finanziamento. I più attenti all’andamento del mercato e propensi al rischio hanno dunque la possibilità di risparmiare scegliendo un mutuo a tasso indicizzato all’Euribor, con il tasso fisso che però resta sempre una scelta sicura. Nonostante il leggero aumento negli ultimi mesi – causato dall’instabilità geopolitica a livello mondiale – le migliori offerte green si attestano su un valore inferiore al 3%, una condizione sicuramente molto competitiva, mentre quelle standard sono al 3,20%, livello storicamente accettabile”.
“La convergenza dei diversi mercati verso dinamiche condivise e best practice comuni rappresenta un elemento strategico per l’intera Unione Europea”, commenta Luca Bertalot, Segretario Generale EMF-ECBC. “Lo sviluppo delle basi per un mercato ipotecario europeo costituisce infatti uno dei pilastri fondamentali nella costruzione del mercato unico, offrendo un’opportunità concreta per rafforzare la concorrenza e migliorare l’efficienza all’interno del single market”.
“Un sistema integrato dei mutui a livello europeo favorirebbe maggiore trasparenza, standard comuni, mobilità dei capitali e accesso più equo al credito per cittadini e imprese. Questo contribuirebbe – conclude – non solo alla stabilità finanziaria, ma anche alla crescita economica e all’armonizzazione delle condizioni di accesso alla proprietà immobiliare nei diversi Stati membri. Il mutuo europeo, in questa prospettiva, rappresenta un elemento trasformativo della società: un vero e proprio ascensore sociale capace di sostenere la creazione di ricchezza diffusa, l’inclusione finanziaria e la mobilità sociale, rafforzando al contempo il senso di appartenenza economica e istituzionale all’interno dell’Unione”.

