11 Dicembre 2025

Mutui, ritorno del variabile: per gli under 36 fino a 4.600 € di risparmio entro il 2031

Se la fase dei tassi elevati continuerà a caratterizzare il mercato ancora a lungo, la scelta del mutuo variabile potrebbe tornare a essere una leva concreta di accesso alla proprietà per una parte crescente della popolazione giovane, contribuendo a sostenere il dinamismo delle compravendite in un ciclo immobiliare che, tra tassi, inflazione e costi edilizi, ha bisogno di nuove forme di equilibrio. E’ quanto emerge dall’analisi condotta dall’Osservatorio MutuiSupermarket.it secondo cui, nonostante oltre il 90% dei richiedenti scelga ancora oggi il tasso fisso, il mutuo variabile potrebbe rappresentare una delle più rilevanti opportunità di risparmio dei prossimi anni, soprattutto per i giovani acquirenti.
Il differenziale tra fisso e variabile ha ormai superato lo 0,8%: l’IRS a 20 anni è tornato a salire, mentre l’Euribor 3 mesi si è stabilizzato intorno al 2%. Le previsioni dei mercati finanziari non indicano ulteriori tagli da parte della BCE nel breve termine e stimano un Euribor stabile almeno fino alla primavera del 2027, con una successiva risalita graduale. Questo scenario apre una finestra temporale in cui il variabile risulta nuovamente competitivo.
Secondo Stefano Rossini, AD di MutuiSupermarket.it, la preferenza per il tasso fisso è il risultato di un trauma recente: “Il ciclo di rialzi BCE del 2022 ha generato una diffidenza strutturale verso il variabile. Inoltre le banche continuano a sostenere con forza le offerte a tasso fisso. Tuttavia, oggi il variabile offre un vantaggio economico concreto, soprattutto per chi acquista immobili non green”. La differenza tra immobili in classe energetica elevata e quelli non efficienti diventa infatti determinante nella scelta del tasso, perché incide direttamente sulla struttura dell’offerta bancaria.
La simulazione dell’Osservatorio, basata su un mutuo da 140 mila euro su 25 anni per l’acquisto di un immobile da 220 mila euro da parte di un under 36, mostra che per gli immobili green – classe A o B – il miglior tasso fisso presente oggi sul mercato è pari al 2,75%, contro il 2,19% iniziale del miglior variabile. Se l’Euribor seguirà il percorso previsto, il variabile manterrà una rata più bassa fino a settembre 2030, generando un risparmio complessivo di circa 2.235 euro.
Il vantaggio cresce in modo significativo per gli immobili non green, categoria che rappresenta ancora la percentuale maggioritaria del patrimonio residenziale italiano. In questo caso il miglior fisso sale al 3,10%, mentre il variabile resta al 2,19% iniziale. La convenienza del variabile si estenderebbe fino a maggio 2031, con un risparmio che raggiunge 4.626 euro, tra minori interessi pagati e maggior capitale rimborsato.
La dinamica è rilevante per il mercato immobiliare non solo in termini di accessibilità, ma anche di assorbimento dell’offerta. Il segmento under 36 resta infatti uno dei target fondamentali per l’acquisto della prima casa, soprattutto nelle aree metropolitane dove la crescita dei valori è ripartita. La possibilità di ottenere condizioni creditizie più favorevoli su orizzonti temporali medio-lunghi può incidere sia sulle tempistiche di acquisto sia sulla capacità delle famiglie di sostenere operazioni oggi più onerose rispetto al triennio pre-inflattivo.